I venti del Lago Maggiore: Tramontana, Inverna, Maggiore, Mergozzo, ecc.
I VENTI DEL VERBANOgenesi e nomenclatura dei principali venti del Lago Maggiore
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I Venti del Lago Maggiore

Introduzione

Non è semplice parlare dei venti del Lago Maggiore; numerosi e mutevoli, variano di direzione e di nome a seconda di dove ci si trova e della “lingua" utilizzata: in piemontese, per esempio, il nostro “Marengo” (o Marenco, vento da Est-Sud-Est) cambia sesso diventando la “Marenca”!

Ma procediamo con ordine.
Il regime classico del nostro lago (regime di brezza) è formato dai due venti principali, “Tramontana” (da Nord il mattino o/e la notte) ed ”Inverna” (da Sud il pomeriggio)

vedi riquadro >

Vi è sempre Tramontana il mattino ed Inverna il pomeriggio? Purtroppo no! Questa situazione si ha solamente in assenza di perturbazioni (aree depressionarie), cioè in condizioni climatiche ottimali (alta pressione). Spesso capita di avere solo uno dei due venti, di non averne, oppure di avere venti differenti causati da basse pressioni in arrivo o in partenza dalla nostra zona o, d’estate, venti di temporale (su questi ultimi, molto intensi ma brevi, non ci soffermeremo).
Naturalmente la conformazione orografica della nostra zona influisce in modo determinante nel definire la direzione e l’intensità degli spostamenti dell’aria. Ogni zona può così avere piccoli cambiamenti di direzione per lo stesso vento.

cumuli i bel tempo sul Verbano
(foto sopra: "cumuli di bel tempo" dietro Intra, preannunciano l'arrivo dell'Inverna)

Venti barici (di gradiente)

Sono i venti creati dalla presenza (o dall'arrivo) di una zona "ciclonica" (depressionaria). Sono generalmente di forte intensità.

Si ha così l’”Invernone” o “Inverna Novarina” che è di intensità maggiore rispetto all’Inverna normale (fino a 2/3 volte) e proviene leggermente inclinata da Sud-Ovest.

Il “Marenco”, di cui si è accennato all’inizio, proviene dalla Valcuvia e soffia molto forte dal golfo di Laveno verso Intra (dove solleva una notevole onda) ad una velocità che può raggiungere oltre 50 nodi (circa 90 chilometri all’ora); esso dura da poche ore a mezza giornata ed è piuttosto raro .

Il “Mergozzo” (o Margoezz) che, provenendo dal Sempione, si incanala nella Val d’Ossola, si alza sopra il laghetto di Mergozzo (da cui prende il nome) per ricadere dall’alto sulla parte di lago antistante l’Isola Madre ed infrangersi contro Cerro con onde “quasi marine”. Il Mergozzo è considerato uno dei venti più temibili del Lago Maggiore a causa della sua intensità (fino a 100 km all’ora) e, soprattutto, della sua imprevedibilità: da quando compaiono le prime avvisaglie all’orizzonte (il golfo di Baveno), a quando arriva sulla sponda lombarda del lago, possono passare poche decine di secondi (a volte meno)! Il Mergozzo non “monta” progressivamente, arriva improvviso già al massimo della sua intensità. Fortunatamente dura poco: da qualche ora a, più sovente, poche decine di minuti.
Esso spazia dalla punta di San Michele, sulla parte destra del golfo di Laveno, fino ad Arolo ed offre tregua solo fuori della sua zona o dentro la piccola baia della Polidora protetta dalla punta di Ceresolo. Si può avere Mergozzo anche verso Lisanza, Ispra e Luino, …ma non è quello “doc”! (foto sotto: Mergozzo a Cerro)

porto di cerro col mergozzo

Il "Mergozzino" è un Mergozzo di lieve entità (dagli 8 ai 15 nodi) che può durare anche tutto un giorno e che ha la caratteristica di andare e venire ritmicamente variando ogni volta la sua intensità. A volte si trasforma in Mergozzo, altre volte permane a lungo senza alterarsi.

Il “Monscendrino” (“Muscendrin”) appare nell’alto lago e prende il nome dal Monte Ceneri.
< Esso proviene dalla Valle Leventina che lo invia sul lago Maggiore molto di raro, qualche volta neppure una volta in un anno. E’ particolarmente terribile nel bacino superiore, tra Locarno e Maccagno, oppure nella stretta di Cannobio. Arriva quasi ammansito nel centro lago, ma spinge avanti ondate marine che arrivano fino alla svolta di Angera. Le insenature di Laveno, di Intra, delle Isole Borromee, di Cerro e di Monvalle ne restano quasi immuni perché è un vento centrale che corre lungo l’asse del Lago, quasi dietro la sommersa corrente del fiume Ticino>(1)

Il “Maggiore” è il vento principe del nostro lago (da cui prende il nome). Spira da Nord Est , lungo l'asse del Lago, con forza e potenza e creando una notevole onda. Può durare fino a tre giorni, specialmente d’inverno, ed è il vento più amato dai velisti. Di solito è portatore di bel tempo e può essere di origine favonica (cioè caldo). Può capitare, durante i freddi mesi invernali, di avere uno o due giorni col termometro sui 20/24 gradi: è merito del Favonio (o foehn)!

Il "Valmaggino" è un vento di temporale forte e rafficoso che spira dalla Valmaggia verso il centro lago. A volte può confondersi col Maggiore.

Montive e Bozzasche (i venti minori)

< Le montive, che spirano da terra nelle notti estive, sono il normale discarico di calore della terra surriscaldata dal sole: soffiano silenziosamente da ogni piccola valle e attaccano la superficie del lago a qualche centinaio di metri da terra, quasi senza sollevare onda e con una incidenza assai ristretta, tanto che non raggiungono mai oltre un chilometro dalle rive. Lo sanno i veleggiatori notturni che in assenza dell’Inverna le aspettano a giusta distanza da terra per ritornare nei porti, e i pescatori che di notte ne respirano il profumo terragno mentre stendono le reti.
Le bozzasche, non più larghe di un bel praticello, arricciano le acque in prossimità delle bozze o insenature pianeggianti come quella di Monvalle o di Germignaga. Sono vere e proprie brezze, preziose nelle giornate di calma piatta, ma quasi inutili per il veleggiatore che se ne illude qualche minuto e vede subito ricadere la tela afflosciata non appena ne varca il brevissimo cerchio> (1).
Molte montive e bozzasche hanno un nome proprio di solito dovuto alla loro provenienza. Tra le bozzasche mi viene in mente la "Quassetta" che spira di lato verso Ispra, mentre tra le montive il "Cannobino", il "Ceresolo" (Cereseu), la "Mercuraghina", la "Cavandonera" (da Suna verso Baveno), l"Ernina" e l’“Intragnola”, che soffia da Intra verso Cerro (nelle ore serali estive con buona intensità), quasi raggiungendolo. Per decenni ha avuto il caratteristico profumo di cioccolato dovuto alla presenza della fabbrica della Nestlé di Verbania (ora chiusa), della quale portava in giro gli odori. Da bambino mi piaceva uscire in barca a vela, le sere d’estate e “sniffare” un po’ d’Intragnola!

Il "regime di brezza" del lago


Nel nostro lago il "regime di brezza" è formato da due venti dominanti:
  • la “Tramontana” che viene da Nord la notte o il mattino
  • l’”Inverna” che proviene in senso opposto, normalmente nelle ore pomeridiane (dall’una - una e trenta fino a sera nel periodo estivo).
Questi venti non sono altro che la versione “locale” delle cosiddette brezze di monte e di valle, che si formano, nelle giornate non perturbate, grazie al differente grado di riscaldamento dell’acqua del lago (a valle) e delle montagne circostanti che si trovano maggiormente verso Nord.

Di notte e di prima mattina l’acqua, che è più calda (avete mai provato a fare il bagno di notte?), riscalda l’aria circostante, che sale verso l’alto (perché meno densa) e viene rimpiazzata dall’aria più fredda che si trova sui rilievi (avete mai notato che la Tramontana è un vento fresco?). Verso metà mattina il vento da Nord cala e, dopo una breve calma di vento, appare l’Inverna, proveniente da Sud, che con la caratteristica onda corta, sale dal basso lago verso Reno, Laveno, Caldè fino a Luino (l’Inverna del “Canalone” ha invece origine dopo i Castelli di Cannero). Ciò è dovuto al fatto che il Sole, battendo sui lati dei monti, arriva, verso mezzogiorno, a riscaldarli maggiormente dell’acqua sottostante (d’estate è piacevole fare nel pomeriggio il bagno per rinfrescarsi); ciò provoca la risalita dell’aria che li circonda che viene rimpiazzata da quella più fredda che sovrasta l‘acqua.

Tipica avvisaglia dell’arrivo dell’Inverna sono i “cumuli di bel tempo” (quelle nubi bianche isolate che sembrano batuffoli d’ovatta) che appaiono sopra la sommità dei monti, ad indicare il crearsi delle correnti ascensionali (termiche). L’aria, salendo, trova temperature sempre più basse, (a parità di condizioni la temperatura scende mediamente di circa 6 gradi ogni 1000 metri di altezza) e ciò fa condensare l’umidità che contiene creando la nube.

Il "Foehn" (Favonio)

Il Foehn o Favonio è un vento caratteristico delle Alpi Nord-Occidentali provocato da un forte afflusso di aria umida dal Mare del Nord verso il Mediterraneo. Si trova per lo più sul Lago Maggiore, Lago di Lugano e Nord del Lago di Como.
La sua caratteristica principale, oltre alla sua forte intensità, è che, pur provenendo da Nord-Est è un vento caldo, anche quando sopraggiunge nel periodo invernale.

foehn - Favonio: genesi

L'aria umida proveniente dal Mare del Nord, spinta dal forte vento, sale lungo il pendio settentrionale delle Alpi raffreddandosi (adiabatica umida: 0,5°C ogni 100 metri) e, condensandosi, provoca una forte pioggia (condizione di STAU).
Superate le montagne, l'aria ha così perso la sua umidità e quindi può ridiscendere, sul lato sottovento (meridionale) delle Alpi, riscaldandosi seguendo la curva dell'adiabatica secca (1°C ogni 100 metri). Si ha qui la condizione di FOEHN).
Essendo l'altezza dell'arco Alpino mediamente di 3.000 metri, l'aria acquista circa 15°C nel suo percorso attraverso le montagne (0,5°C ogni 100 metri: la differenza tra l'adiabatica umida e quella secca).
Il Favonio quindi , nonostante la sua provenienza settentrionale, è un vento molto forte, secco e caldo (attenzione agli incendi sulla costa!).

Che velocità può raggiungere il Favonio?
Nei momenti più intensi (nella parte Nord del Lago o al largo di punta S. Giovanni a Pallanza dove il vento proveniente dal "Ceneri" si congiunge con quello che viene dal "Sempione") può toccare anche i 55/60 nodi (110 Km/h).

Quali sono i venti del Lago di origine Favonica?
Di solito il Maggiore e il Monscendrino, a volte il Valmaggino. Molto più raramente il Mergozzo, quando il vento proveniente dal Nord Europa s'incanala attraverso il passo del Sempione e la Val d'Ossola, (ma la stragrande maggioranza delle volte il Mergozzo ha una genesi temporalesca).

Le "trombe d'aria"

Ultimamente sono diventati più frequenti fenomeni temporaleschi di forte intensità, di carattere assimilabile a vere e proprie "trombe d'aria".
Di solito avvengono nel periodo agosto-settembre (o più raramente maggio) a seguito di un lungo periodo di caldo intenso. (foto sotto: esiti di tromba d'aria a Luino)

tromba d'aria all'AVAV - Luino


I posti più colpiti sono Lisanza (provenienza Arona), Monvalle (da Belgirate), la sponda da Cerro a Caldè (provenendo dalla zona che va dal Mottarone a Ghiffa) e Luino (da Cannero).
Il risultato sono alberi abbattuti, case scoperchiate e barche rovesciate (sia in acqua che a terra).
Durano al massimo una ventina di minuti, dall'arrivo a quando se ne vanno. Il preavviso è un forte scurimento del cielo, fino a basse quote, che lo fa sembrare uno strato di inchiostro.

(1) I paragrafi tra virgolette (< >) sono presi dall’articolo di Piero Chiara “Il grande ponte e i venti del Lago Maggiore” apparso su “La Prealpina” del 21 luglio 1961.
(2) Il resto è stato tratto ed ampliato da un articolo intitolato "Il Lago e il Vento" da me scritto per "Informa Sport"
il 13 maggio del 1999.

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